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Martina Franca, Politica

Mezzo PD chiede spiegazioni sulla variante in via Pietro del Tocco

Il PD di Martina Franca rompe il silenzio sulla situazione urbanistica della città. Il comunicato, pubblicato di per intero di seguito, non porta la firma della segretaria Nunzia Convertini, ma quella di Giancarlo Mastrovito, Giuseppe Massafra, Pino Bonasia, Enzo Pascali, Giovanni D’Arcangelo, Maria Miali e Michele Lafornara.

In sintesi si chiede come mai il commissario ad acta, l’architetto Fulgenzio Clavica, in maniera totalmente libera ha deliberato varianti urbanistiche senza tener conto di nessun parametro.

Ecco per intero il comunicato:

Variante urbanistica su area compreso tra via Pietro del Tocco e via Ceglie a Martina Franca

cortesemente da Cronache Martinesi

E’ di questi giorni la notizia che è stata pubblicata sull’albo pretorio del comune di Martina Franca l’adozione  di variante urbanistica al Piano Regolatore Generale (da verde Pubblico a espansione residenziale) su un suolo compreso tra via Pietro del Tocco e via Ceglie.

Il procedimento amministrativo di pubblicazione fa seguito ad una deliberazione di Commissario ad Acta n. 1/bis del 15 aprile 2011, appositamente nominato con sentenza del TAR Lecce n. 2651/2010, nel ricorso dei proprietari dell’area.

E’ l’ennesima area destinata a servizi che viene trasformata in zona edificabile a seguito di ricorsi legali promossi dai proprietari alla decadenza vincoli, di valenza quinquennale, dei piani particolareggiati approvati.

Uno spazio riservato a verde pubblico dal PRG, quello dell’area in questione, potenzialmente disponibile per la collettività, ancora una volta perso per l’immobilismo pianificatorio delle ultime due amministrazioni comunali e in particolare quella del Sindaco Palazzo.

In particolare la vicenda urbanistica prende spunto da un ricorso legale presentato da alcuni proprietari del terreno che hanno ricorso contro la reiterazione dei vincoli eseguita dal comune di Martina Franca con la Delibera di C.C. n. 29 del 2001 (Amministrazione Semeraro).

A tal proposito va richiamata la sentenza di Corte Costituzionale n. 179/99 che rende impossibile allee pubbliche amministrazioni la reiterazione continua e all’infinito dei vincoli sulle aree a servizio previste dai piani regolatori generali, senza aver riconosciuto al proprietario dell’area un equo indennizzo e senza aver previsto in bilancio un fondo necessario per far fronte a questi indennizzi.

Dunque la Corte Costituzionale riconosce al privato proprietario il diritto di ricevere un indennizzo economico a fronte della mancata espropriazione e a fronte della sottoposizione dell’area a vincolo per pubblici servizi per altri cinque anni.

La stessa sentenza di Corte Costituzionale non inibisce, però, alla pubblica amministrazione di reiterare nuovamente il vincolo al fine di conservare l’indirizzo e la scelta pianificatoria del PRG e per tutelare l’interesse pubblico della previsione urbanistica stessa, questa volta, però, con previsione di indennizzo.

Ciò premesso ci si chiede come mai il Commissario ad Acta, arch. Fulgenzio Clavica, nominato dal TAR, in maniera molto semplicistica ha trasformato un’area destinata a standard e in particolare a verde pubblico in un area edificabile senza valutare minimamente la possibilità di concedere un legittimo indennizzo ai proprietari dell’area?

Come mai il Commissario ad Acta, ignorando i dati riportati in alcuni documenti amministrativi ufficiali che riportano il rapporto mq standard/abitante variabile dai 17 ai 24, fa riferimento ad una presunta disponibilità di standard corrispondente a 30,34 mq/abitante?

Come mai il Commissario ad Acta non ha tenuto conto del reale carico urbanistico della città di Martina Franca e si è esonerato completamente dal verificare analiticamente il rapporto tra la volumetria effettivamente esistente realizzata nel centro urbano di Martina Franca sino ad oggi e le aree a standard di PRG ancora disponibili?

Come mai il Commissario ad Acta non ha tenuto conto della criticità della situazione generale di Martina Franca, vicina al collasso,  in termini di densità urbanistica e in particolare di quella ove è andato a prevedere la localizzazione di un edificio? Così come non ha tenuto conto della nota  congestione di quell’area e dell’interesse pubblico esistente legato alla realizzazione di un importante anello viario e un parcheggio e verde vicini a importanti strutture pubbliche e private? (Polizia, INPS, Finanza, Chiesa Regina Mundi, centri commerciali, ecc.)

Come mai il Commissario ad Acta non ha tenuto conto della già avvenuta erosione di aree riservate a servizi, ritipizzate in edificabili da altri colleghi commissari ad acta o direttamente trasformate dall’amministrazione comunale (senza procedimenti di variante urbanistica) in stazioni di servizio, in autolavaggi, in centrali antennistiche Telecom, in alberghi, in centri commerciali e tanto altro diverso dalle originarie destinazioni di Piano Regolatore Generale?

Come mai il Commissario ad Acta non ha tenuto conto dei consistenti  aumenti volumetrici derivanti dai realizzati piani planovolumetrici (varianti sommarie che hanno incrementato gli indici edificatori di quasi il doppio: da 5 mc/mq a 9) che hanno sbilanciato in negativo le previsioni del PRG nel rapporto mq standard/abitante e del calcolo del fabbisogno residenziale ad oggi?

Come mai il Commissario ad Acta non ha tenuto conto della impossibilità di eseguire varianti al Piano Regolatore Generale, poiché strumento urbanistico non adeguato alla L.r. 56/80, se non per opere pubbliche, Piani per Edilizia Economica e Popolare e Piani per Insediamenti Produttivi?

Per tutto questo e per altro ancora risulta davvero difficile condividere la valutazione e la scelta adoperata dal Commissario ad Acta, arch. Fulgenzio Clavica, che fa presagire una “leggera” analisi di valutazione dei dati, oltre che una superficiale e frettolosa azione di trasformazione urbanistica di un area che così come ritipizzata contribuirà a compromettere il già precario equilibrio urbano di Martina Franca, soprattutto in quell’ambito.

Stando così i fatti, alcuni esponenti del PD si impegnano a presentare osservazioni formali nei tempi previsti dalla legge, per evidenziare le lacune del procedimento in questione, per denunciare il non rispetto della legge da parte del commissario ad acta e per sostenere la necessità del mantenimento di tali aree nella disponibilità pubblica, ovviamente riconoscendo un equo indennizzo ai proprietari,  al fine di salvaguardare gli interessi pubblici del territorio di Martina Franca.

Nel frattempo gli stessi firmatari di questo documento oltre che trasmetterlo agli organi di stampa, allertano, della grave situazione, sia il Commissario Straordinario del Comune di Martina Franca,  dott. Michele Campanaro, che l’Assessore Regionale alla qualità del territorio prof.ssa Angela Barbanente.

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  1. Pingback: Scissione nel PD? Solo malizia dei giornalisti. « Martina news - 22 giugno 2011

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